Viticoltura biologica:
in Italia sempre più aziende scommettono sul green

Corte dei Venti News 25 feb 2022

Non più solo moda e semplice tendenza bensì realtà ormai consolidata. Ecco come la viticoltura biologica ha conquistato le aziende vinicole italiane ed in particolare quelle toscane.


Viticoltura biologica: la Toscana si conferma una tra le regioni più green


Viticoltura biologica Sempre più aziende scommettono sul green

Nata come moda e semplice tendenza, nel corso degli ultimi anni la viticoltura biologica è andata sempre più affermandosi tra le aziende vinicole italiane, tanto da presentarsi oggi come una realtà ormai ben consolidata.

A testimonianza di ciò, un esaustivo report realizzato dall’Ismea che ben documenta il boom delle pratiche bio avvenuto negli ultimi dieci anni il quale ha segnato l’inizio di un trend che si presenta ancora in crescita. Tra le regioni maggiormente sensibili al processo di rinnovamento in chiave green, all’insegna dell’ecosostenibilità, si conferma la Toscana, che con il 14% di superficie a vite coltivata a biologico si piazza al secondo posto a livello nazionale, dietro la Sicilia!

Tra le province con la più alta percentuale di vigneti biologici rispetto alla superficie totale a vigneto troviamo Pisa (38,5%) mentre Siena con 6.795 ettari è tra le province con la più alta presenza di vigneti biologici. Tra i consorzi, a farla da padrone è il Montecucco, fiore all’occhiello della produzione vitivinicola amiatina, con ben l’85% della produzione certificata bio!  Molto bene anche Brunello di Montalcino e Chianti Classico.

Viticoltura biologica: il miracolo del Montecucco in un territorio da sempre vocato all’ecosostenibilità


Viticoltura biologica Sempre più aziende scommettono sul green

È dunque il Montecucco il re dei vini biologici toscani, con ben l’85% della sua produzione certificata bio. Un risultato veramente eccellente e fonte di orgoglio per un territorio naturalmente vocato all’ecosostenibilità e che si è già posto un ulteriore ed altrettanto ambizioso obiettivo: completare in modo definitivo e nel giro di pochi anni il processo di conversione in chiave biologica ed ecosostenibile.

Come accennato in precedenza, la zona del Monte Amiata è da sempre all’avanguardia in quanto a ricerca e sviluppo di buone pratiche agronomiche biologiche che si sostanziano principalmente nella lotta biologica, nell’esclusivo utilizzo di prodotti naturali a sostegno della salute delle viti fino all’impiego di impianti fotovoltaici nelle cantine e allo sviluppo della bioedilizia.

Molti inoltre sono i favori naturali e climatici di cui tutta la zona può beneficiare e che hanno evitato interventi invasivi da parte dell’uomo mentre importante è stata anche la possibilità di sfruttare ampi terreni incolti e abbandonati.

Da ricordare infine il grande impegno in campo scientifico delle aziende del territorio amiatino, che ha dato origine anche a progetti di ricerca in collaborazione con l’Università di Firenze e finalizzati allo sviluppo di particolari tecniche di precisione in ambito agricolo e ad una approfondita analisi delle biodiversità al fine di una migliore tutela di tutto il patrimonio ambientale.

Viticoltura biologica: finiscono sul podio anche Brunello di Montalcino e Chianti Classico


Viticoltura biologica Sempre più aziende scommettono sul green

Tra le denominazioni maggiormente attente all’innovazione ed intenzionate ad intraprendere la strada della conversione in chiave biologica non potevano poi mancare due delle maggiori realtà della viticoltura toscana quali il Chianti Classico e il Brunello di Montalcino.

Come emerge dai dati raccolti dall’Ismea, la destinazione dei vigneti a coltivazione bio ha ormai superato la quota del 52,5% nell’area del Chianti Classico, segnando così un importante passo in avanti nel processo di conversione in chiave green di una delle denominazioni più importanti a livello regionale.

Attorno al 50 per cento infine, si attesta la quota di destinazione a coltivazione biologica nell’area del Brunello di Montalcino con 106 viticoltori convertiti o in fase di conversione su di un totale di 257 aziende. Anche le aziende produttrici di Brunello dunque, da sempre attente alla qualità, scommettono sul green, in armonia con quelli che sono i valori che da sempre contraddistinguono questo territorio, come l’amore ed il profondo rispetto per l’ambiente e per le biodiversità che dello stesso fanno parte.

Va ricordato e sottolineato infatti, che a Montalcino i vigneti rappresentano solo il 15% di quello che è il territorio più esteso della provincia di Siena mentre il resto delle superfici rurali è destinato alla tutela del patrimonio boschivo, ai pascoli e allo sviluppo di altri tipi di piantagione, con notevole beneficio per tutto il patrimonio ambientale e per la sua notevole biodiversità. La rotta è stata dunque tracciata: un futuro sempre più verde ci attende in terra toscana!!!

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